giovedì 8 aprile 2021

Noi genitori di hikikomori

 





In un aprile di 6 anni fa, stavo accompagnando mio figlio a discutere la tesina che si da al termine del dottorato di ricerca universitaria e mi chiedevo cosa ne sarebbe stato del nostro futuro. Mio figlio, il secondo genito, è un ragazzo bellissimo e direi perfetto. E’ sempre stato un bambino che si auto puniva se sbagliava, sempre con ottimi voti in tutte le scuole e in tutte le materie e sua sorella è sempre stata gelosa di lui perché lo abbiamo sempre adorato.  Quel giorno, mentre andavo al Politecnico, c’erano due voci in me; una che sperava che la scuola lo assumesse anche per un breve periodo e un’altra che avesse il coraggio di andare all’estero poiché si sa che l’Italia non offre nulla, ma proprio nulla ai ricercatori. Di sicuro avevo zittito tutte le brutte voci in me che ricordavano che da poco era stato lasciato dalla ragazza che gli aveva messo contro tutti gli amici. Quel giorno mio figlio era felice ed io con lui. Dal giorno dopo e per 8 mesi mio figlio ha cercato lavoro senza trovarlo. A capodanno è ancora uscito con suo amico, ma all’una era già a casa. Da gennaio è iniziata quella storia che non sapevo manco che potesse esistere  e che ho scoperto solo vivendola. Io, per parte mia, ho avuto 10 mesi in cui non sono potuta uscire di casa poiché avevo litigato con la mafia di zona e mi cercavano per picchiarmi. Mio figlio non parlava più, mangiava poco, dormiva di giorno e stava sveglio la notte; certe giornate non faceva nulla di nulla e passava ore e ore a guardare il soffitto. Io avevo l’incubo della sera, poiché come mi mettevo a letto, mi veniva l’ansia con la tachicardia e mi dovevo alzare e questo durava fino al mattino che crollavo esausta e facevo due ore di sonno. Ci sono state una serie infinita di persone tra conoscenti, medici, psicologi, psichiatri, vicini di casa che mi hanno dato tanti di quei consigli sbagliati che vorrei proprio scrivere un libro per far capire come non ci si deve comportare. Dopo due anni e mezzo di questo inferno c’è stato il tracollo. Un giorno mio figlio ha avuto una crisi di panico talmente forte che siamo andati in ambulanza al pronto soccorso. Dopo 12 ore di attesa abbiamo finalmente parlato con una psichiatra che gli ha proposto subito gli psicofarmaci, ma mio figlio ha rifiutato dicendo che non si sarebbe tolto un problema per mettersene un altro. In realtà, in quella occasione i problemi li ha dati a me perché ha detto alla psichiatra che lo stavo avvelenando col mangiare. Sono seguiti mesi in cui portavo il mangiare sul tavolo e tutti ci servivamo dal piatto in centro tavola, mio figlio sempre per ultimo. Poi avevano avvelenato l’acqua dell’acquedotto e dovevo comprare l’acqua minerale per fare la pasta. Poi c’era il veleno nel detersivo e non andava più a letto, ma dormiva con la giacca sulla poltrona. Non parliamo di cosa mi hanno fatto passare i parenti che dicevano che se non chiamavo io per un TSO avrebbero chiamato loro e avrebbero fatto ricoverare anche me. Quando ero vicino al suicidio è arrivata una notizia che ci ha salvati. Mia figlia sfruculiando on line ha trovato una associazione che si curava di questo problema. Era agosto ed ho scritto subito una mail. All’inizio nessuna risposta e così io e mia figlia siamo andati a vedere la sede che comunque era chiusa. Poi finalmente mi contatta Elena, la nostra referente e non credevo alle mie orecchie: una persona che mi capiva!!!! Non so’ quanto ho pianto solo a sentire che non ero più sola e che c’era chi condivideva il mio cammino. Da 3 anni sono nell’associazione ed è tutto cambiato. Mio figlio non esce ma è molto sereno, ride, scherza, cerca di dormire la notte e stare sveglio il giorno perché gli fa piacere stare con noi familiari. Fa delle cose on line con i suoi ex insegnanti che lo riempiono di gioia anche se non è pagato, ma la paga non è sempre solo in quattrini, è anche in autostima. Io ho trovato una nuova famiglia e mi vengono a trovare anche altri genitori hikiki anche da altre città. L’unione fa la forza e poi ci sono i gruppi AMA e la chat regionale e la pagina face book. 

Non mollate mai! C'è sempre l'alba dopo ogni notte 

Aprile 2021