Come posso fare a descrivere ciò che sono stati questi anni insieme, proprio oggi che per una malattia te ne sei andata?
Nel
1978 la legge Basaglia sancisce la chiusura dei manicomi, e per una serie di giochi del destino nel 1992 ci incontriamo, tu giovane psicologa io …giovane imprenditrice
In un susseguirsi di fatti di ogni tipo, di rivoluzioni sociali e politiche, di eventi personali delicati e drammatici e ogni tanto bellissimi e unici, ci siamo sostenute, consigliate, aiutate…siamo cresciute insieme, sognato e sofferto, abbiamo fatto traslochi, comprato galline, auto, pullmini, abbiamo scelto mobili, inventato le comunità psichiatriche per adulti.
Questa lettera vorrei scriverla a te forse per ringraziarti di quanto hai fatto, ma la scrivo per dire a tutti cosa siamo state e cosa ho potuto fare grazie a te, avendoti al mio fianco con la tua ironia, la tua creatività la tua intelligenza la tua semplicità e la tua estrema complessità.
Il tuo animo così sensibile, così fragile, attenta agli ultimi con un sorriso per tutti, capace di inventare progetti riabilitativi d’eccellenza con quell’ umiltà da cartolaia, da artigiano che non cerca la gloria ma che fa pezzi unici e meravigliosi nel suo laboratorio, come i gruppi appartamento che abbiamo aperto insieme, come le nostre due comunità, come il nostro Ranch con gli animali. Facevamo la pet terapy e non lo sapevamo, non ci interessava dargli una etichetta o fare tanto rumore, a noi piaceva che i ragazzi con problemi psichiatrici potessero accudire degli animali, andare a cavallo, fare il formaggio essere un po’ felici. E tu Aurora in quel silenzio della tua bottega hai creato meraviglie, hai pensato a come organizzare gruppi, laboratori, hai inventato nomi e modi di dire, hai colorato con i tuoi disegni cartelline e fogli, portando sempre quel tocco magico che dava significato ad ogni cosa che toccavi.
Io sono stata fortunata ad averti incontrata , perché sono certa che ciò che oggi è la nostra comunità lo devo tanto a te, al coraggio che ci siamo date, ai nostri viaggi in macchina, a quel modo magico che avevi di raccontare le cose, di trasformarle in favole, di rendere leggere le cose pensanti.
Tu resti e resterai in ogni cosa che hai costruito in questi 30anni , questa è la tua immortalità, nell’aver formato tanti educatori che ora sanno portare avanti quella capacità di ascolto senza giudizio, di rispetto dell’ altro, nell’ averci dato tanto con quello spirito umile così concreto e vero e che tanto mi somiglia. Grazie Aurora.